Grigio Alpina

N° 10.061 vacche e 1.255 allevamenti controllati per la produzione di latte anno 2017.
Totale soggetti iscritti al Libro Genealogico nel 2017: 17.321.

Localizzazione

In Italia l’allevamento della Grigio Alpina è diffuso tradizionalmente nelle zone di alta montagna dell’Alto Adige e nelle vallate dolomitiche del Trentino e del Bellunese. Singoli nuclei di allevamento si trovano inoltre nelle Regioni lungo tutto l’arco alpino. Più recentemente la razza è stata introdotta in altre zone d’Italia, sia al Centro sia al Sud, affermandosi soprattutto nelle zone collinari e di montagna dove è praticato un allevamento estensivo.

Storia

La razza Grigio Alpina appartiene al gruppo delle razze grigie dell’arco alpino. Si tratta di una razza bovina autoctona a limitata consistenza con diffusione locale. L’origine della razza allevata in Italia risale ai ceppi o sottorazze presenti in alcune vallate dell’Alto Adige e del Trentino. Da sempre è stata allevata in contesti marginali, vedi le aziende in alta quota, grazie al fatto che è in grado di adattarsi perfettamente alle condizioni ambientali delle aree montane.
Longeva e di ottima fertilità, un tempo considerata razza a triplice attitudine (latte, carne e lavoro) viene oggi allevata per la produzione del duplice attitudine latte-carne. Le sue caratteristiche fanno si che la razza può essere considerata come un modello da seguire per una zootecnia economicamente valida soprattutto nelle zone montane.
L’attività di selezione organizzata della Grigio Alpina risale agli inizi del secolo scorso, quando nel Trentino Alto Adige furono fondate le prime società di allevatori. Esse gestivano a livello locale l’allevamento e l’impiego dei tori riproduttori. Gli eventi bellici con la conseguente crisi economica ebbero ripercussioni devastanti anche sull’allevamento della razza Grigio Alpina.
Dopo la seconda guerra mondiale furono costituite le prime associazioni locali di allevatori che portarono nel 1949 alla fondazione della Federazione Allevatori di razza Grigio Alpina di Bolzano.
Nel 1956 fu rifondata la Società di allevatori Grigio Alpina con sede a Predazzo (Tn), che aveva visto i suoi inizi nel 1905. Quest’ultima aderì in seguito alla Federazione Provinciale Allevatori di Trento.
L’Associazione Nazionale Allevatori Bovini di Razza Grigio Alpina è stata costituita il 19 giugno 1980. Il riconoscimento della personalità giuridica è avvenuto attraverso il D.P.R. n° 992 del 23 giugno 1985 e pubblicato su G.U. n. 87 del 15.04.1986. Il 28 settembre 1981 il Ministro dell’Agricoltura e delle Foreste concede il riconoscimento ufficiale al Libro Genealogico della Razza Grigio Alpina che diventa così Libro Genealogico nazionale e viene prima affidato in gestione all’Associazione Italiana Allevatori e poi nel 1985 all’A.N.A.G.A.

Descrizione Morfologica

Il colore del mantello è chiaro argento, con sfumature più scure intorno agli occhi, sul collo, sulla spalla e sui fianchi, mentre i maschi, generalmente, sono più scuri. Il musello è di color ardesia, con orlatura chiara. Le corna sono chiare alla base e con l’estremità che solitamente si presenta di colore nero. Ciuffo abbondante di colore fromentino oppure grigio degradante verso il bianco. Striscia chiara dorso-lombare; fiocco della coda nero, unghioni neri. La Grigio Alpina garantisce non solo ottime produzioni di latte ma anche di carne grazie ad un adeguato sviluppo muscolare. La selezione ha premiato degli animali armonici di taglia e peso medio, con un’apparato locomotorio corretto con unghioni particolarmente forti, tutte caratteristiche che la rendono in grado di spingersi su pascoli estremamente impervi ove può dimostrare la sua naturale attitudine pascolatrice. La razza è rustica, longeva e possiede un’ottima fertilità.
Valorizzazione dei prodotti: La qualità del latte prodotto dalla razza Grigio Alpina lo rende adatto sia alla trasformazione in formaggi sia alla produzione di latte per il consumo diretto. Molto buono il rapporto quali-quantitativo del latte che fornisce adeguata quantità di materia utile. La produzione giornaliera di una vacca si aggira tra i 18 e i 25 kg di latte con buone percentuali di grasso e proteine. Tenendo conto della taglia e del peso medio degli animali e delle condizioni di allevamento non forzato in cui essi producono questa produzione è da considerarsi molto buona. La razza Grigio Alpina possiede buone qualità „carnaiole“ che si evidenziano in un elevato valore di mercato dei vitelli maschi eccedenti la rimonta e in buone performance di crescita e qualità finali del vitellone medio-pesante (accrescimento medio giornaliero intorno ai 1.200 g, resa alla macellazione intorno al 58% ed eccellente qualità della carne). Sui mercati locali trova un’ottima collocazione anche la vacca a fine carriera.
Nel 2007 la Fondazione Slow Food per la Biodiversità ha riconosciuto la razza Grigio Alpina quale Presidio Slow Food. Il Presidio intende sostenere e rafforzare l’opera di salvaguardia e di tutela che l’Associazione Nazionale Allevatori Bovini di Razza Grigio Alpina sta portando avanti, ha selezionato e riunito gli allevatori che allevano esclusivamente animali iscritti al Libro genealogico e con loro ha stilato un disciplinare riguardante sia le norme per la filiera del latte e della produzione dei formaggi che quella della filiera della carne.